IT01e-02 10/03/1944


Paolo comunica ai genitori la partenza di Giorgio, riflettendo sulla vita, sulla morte e sul mistero dell’esistenza umana.

Carissimi Papà e Mamma
Giorgio se n’è andato. Altri son venuti; li sento ora discutere nella camera attigua anch’essa adibita ad ufficio, mentre una grossa radio lancia il suo jazz per un piccolo gruppo che della sua esterofilia fa un vanto. Tanti e tanti sono i tipi qui, che ho l’impressione che tutti gli altri uomini della terra non possano rientrare che nel quadro che mi son fatto di tutte le fisionomie.
Ho imparato come un corpo dotato di vita perda la magica facoltà di muoversi per distruzione della struttura della sostanza nervosa, proprio come quando in laboratorio facevo irrigidire le zampe posteriori di una rana senza testa – la vita, il movimento, cessava e rimaneva il cadavere. Mi ricordo che anche quando uccidevo una rana avevo paura e mi si stringeva il cuore nel voler penetrare il mistero della vita e nel dover io, senza nessun mandato, distruggere un essere vivente.