Durante i suoi studi all’istituto magistrale Giordano trascorreva le sere e la maggior parte della notti all’interno della tipografia l’Alpina situata a Torre Pellice, sede principale della redazione de “il Pioniere”, dove stampava le pagine del giornale clandestino.
Giulio, una volta compiuti i 18 anni, è stato ospitato per circa un mese in casa di Gustavo Malan, figlio di un ministro valdese e importante figura nel mondo della Resistenza, periodo in cui iniziò a fare la staffetta. In seguito iniziò ad aiutare le persone che si occupavano del giornale clandestino “il Pioniere”, svolgendo compiti quali pulire e fondere i piombi per nascondere le prove.
IN COSA CONSISTEVA “IL PIONIERE”?
“Dovete ricordare che il pioniere è un giornale un po’ particolare, nel senso che non è soltanto e solamente un giornale di bando, sono 70/80 o addirittura 100 i giornali di banda e uscivano magari 2 mesi, 1 mese, 15 giorni… poi invece c’erano i giornali di partito che erano i GL per il partito d’azione, l’unità per i comunisti e poi c’era quello per la DC e quello dei liberali. Poi c’erano questi giornali di banda, c’era un giornale che era garibaldino della Liguria che era molto più vasto. Il pioniere praticamente era come dirti oggi Tempo, un qualcosa di simile, per cui tu trovi dei numeri, in parte ciclostilato, poi a partire da ottobre/novembre è passato alla stampa ed è stato stampato ovviamente dalle solite tipografie alpine. Quindi c’è tutto, trovate delle notizie sulla resistenza in Spagna, in Francia, sulla guerra, sull’Italia del sud… e trovate delle notizie strettamente locali, ce n’era su un problema a Torre Pellice dell’acquedotto o qualcosa di simile. “
Il materiale clandestino, che inizialmente riguardava il Partito d’Azione e la formazione di Giustizia e Libertà, veniva stampato la notte in orario non troppo tardo, per non insospettire i vicini:
“Hanno subito 11 perquisizioni e non hanno mai trovato nulla, arrestato un tipografo per altri motivi e quello non ha parlato… non hanno mai trovato niente. E tutto il personale alla fine lavorava clandestinamente stampando il giornale Giustizia e libertà e il giornale locale che è il Pioniere.”
A giugno del 1944 Giulio decise di voler cambiare aria per un po’ e, dunque, andare in montagna dove venne sorpreso dal rastrellamento del 4 e 5 agosto, che lo costrinse alla fuga in Francia. Al rientro in Italia al Serre di Angrogna incontrò Gustavo Malan che gli chiese ufficialmente di entrare a far parte della redazione del Pioniere. Nel frattempo, durante il suo periodo di assenza, venne assunto un altro ragazzo che fu arrestato dopo poco, senza però rivelare informazioni. Il primo numero del Pioniere venne stampato il primo giugno del ’44 con il ciclostile del pastore Jahier in una grotta in località Crò di Angrogna; in seguito, per motivi di sicurezza, la sede venne trasferita alla Barma dl’Ours, ovvero un complesso di case edificate in montagna sotto un imponente tetto roccioso, che le ripara dalle intemperie e le cela alla vista di chiunque salga dal fondovalle.
COME SI OTTENEVA IL MATERIALE E COME SI DISTRIBUIVANO LE COPIE
“Cosa facevamo: facevamo il giornale e usciva il venerdì… si partiva due di noi per distribuire il giornale alle varie basi partigiane, in parte. L’altra parte scendeva a Torre Pellice, c’era il gruppo femminile oltre al gruppo del Partito d’azione di GL che smistava e mandava a Torino, dove veniva trasportato con i camion della Mazzonis con dei trucchetti, dei nascondigli. E lì sono rimasto fino ad ottobre… quell’esperienza per me è stata molto bella, veramente bella, perché eravamo un gruppo molto legato: praticamente c’era Gustavo Malan, che era il direttore, lo scrittore, il fautore, l’organizzatore, era tutto… Il Pioniere era Gustavo Malan.”
Come facevamo ad avere queste notizie? O calavano, quando c’erano i lanci di armi mettevano anche molto materiale di propaganda, oppure dando ascolto a radio Londra. Andavamo a sentire radio Londra, e rido abbiate pazienza, dal pastore Aime al Serre, mi pare 2 o 3 volte alla settimana. Siamo stati molto bravi, lo ringraziamo, gli abbiamo caricato i pidocchi ma pazienza, e questa è opera del sottoscritto vedi qualcosa l’ho fatto anch’io. Questo è il pioniere.
La redazione de “il Pioniere” era composta da Gustavo Malan, il cuore del pioniere, colui che si occupava della stesura del testo, Fredino Balmas, Modenese Archimede e lo stesso Giulietto. Questi erano soliti riunirsi al Caffè Italia di Torre Pellice, luogo di ritrovo partigiano che permise a Giordano di stringere forti legami anche con altre figure chiave della Resistenza. Questo trio durò fino all’ottobre del 44, quando il si ruppe: Fredino rimase in valle, Modenese e Giordano scesero in Pianura tra None e Sangone dove rimasero fino a Dicembre.
La popolazione partigiana inizialmente non accolse “il Pioniere” nel migliore dei modi perché questa nutriva una certa diffidenza per la stampa scritta e consideravano i redattori del giornale dei perditempo, in quanto non partecipi delle azioni belliche.
Con il passare del tempo però il loro atteggiamento cambiò, probabilmente anche a causa del fatto che era diventato una fonte preziosa di informazioni fondamentali.
FOTO DEL GIORNALE “IL PIONIERE” E DEI PIMBI USATI PER STAMPARE




FOTO LOCALITÀ BARMA


