{"id":358,"date":"2024-04-28T16:54:22","date_gmt":"2024-04-28T16:54:22","guid":{"rendered":"https:\/\/percorsipinerolo.it\/youthplus\/?page_id=358"},"modified":"2024-05-14T07:55:54","modified_gmt":"2024-05-14T07:55:54","slug":"it01d-01","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/percorsipinerolo.it\/youthplus\/index.php\/it01d-01\/","title":{"rendered":"IT01d-01 FORMAZIONE SCOLASTICA"},"content":{"rendered":"\n<p>Nato a Torre Pellice il 15 agosto 1925 in una famiglia antifascista, suo padre \u00e8 sempre stato contrario agli ideali fascisti e non ader\u00ec mai al partito:<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-audio\"><audio controls src=\"https:\/\/percorsipinerolo.it\/youthplus\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/Video-1_famiglia-antifascista_.mp3\"><\/audio><\/figure>\n\n\n\n<p>&nbsp;\u201c<em>mio padre ha sempre avuto la buona idea di non prendere mai la cimice, \u00e8 uno dei pochi di Torre Pellice, saranno 10 -12 dico massimo, che non hanno mai avuto la cimice. Cos\u2019era la cimice? Era il simbolo dell\u2019iscrizione al partito nazionale fascista che tu portavi all\u2019occhiello\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>All\u2019epoca, in un clima di tensione e repressione politica, la popolazione si divideva in due schieramenti opposti: i sostenitori del regime e quelli che invece gli erano contrari. Nonostante nella zona della Val Pellice, dove viveva Giordano, la Chiesa Valdese con la sua tradizionale educazione alla libert\u00e0 favorisse l\u2019antifascismo, parte della popolazione accettava gli ideali del regime&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-video\"><video height=\"484\" style=\"aspect-ratio: 486 \/ 484;\" width=\"486\" controls src=\"https:\/\/percorsipinerolo.it\/youthplus\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/O-di-qua-o-di-la-1_1.mp4\"><\/video><\/figure>\n\n\n\n<p><em>\u201cDiremo cos\u00ec, la linea di demarcazione non era sottile come quella (<\/em>indicando il piccolo solco tra due banchi<em>) era netta: o sei di qua, o sei di l\u00e0. Forse \u00e8 stato uno dei periodi, in un certo senso, forse pi\u00f9 semplice per decidere, o vai di qua o vai di l\u00e0. Puoi anche rimanere cos\u00ec se ci riesci, qualche d\u2019uno, non tanti non lo so, sono stati rinchiusi 18 mesi in una stanza a casa, l\u00ec era un po\u2019 pericoloso\u201d<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Situazione analoga si verificava nelle scuole dove sin dalle elementari veniva imposto, secondo delle rigide riforme, un insegnamento di stampo fascista soprattutto per mezzo dell\u2019ONB (Opera Nazionale Balilla), poi assorbita dalla GIL (Giovent\u00f9 Italiana del Littorio) il cui compito era quello di fornire un\u2019educazione fisica e morale obbligatoria per i giovani dai 6 ai 18 anni suddividendoli in 3 gruppi: figli della lupa dai 6 agli 8 anni, balilla dagli 8 ai 14 e, infine, avanguardisti dai 14 ai 18.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>In questo programma di educazione erano previste esercitazioni post-scolastiche, sabati fascisti, ovvero pomeriggi dedicati ad attivit\u00e0 di carattere militare, sportivo o politico, e adunate. Questa educazione veniva fornita in modo tale da preparare i giovani per l\u2019adesione al Partito Nazionale fascista:<\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cLe adunate erano obbligatorie, ma a noi andava benissimo, il sabato pomeriggio invece di essere a scuola andavamo a fare ginnastica, attenti e riposo e quando possibile giocavamo a pallone, poi non c\u2019erano maestre. Se non eri andato l\u00ec dovevi giustificare\u2026 Il comandante che doveva dirigere era uno che se ne impippava, andava l\u00ec perch\u00e9 doveva andare. Facevi due o tre su e gi\u00f9, avanti march, dietrofront, riposo e poi facevi il gioco della palla, per\u00f2 se non eri andato dovevi giustificare.\u201d<\/em><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-audio\"><audio controls src=\"https:\/\/percorsipinerolo.it\/youthplus\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Adunate_violenza-fascista__1.mp3\"><\/audio><\/figure>\n\n\n\n<p>\u201c<em>Le adunate si susseguivano con una certa regolarit\u00e0 tutti i giorni. Un giorno, adesso non mi ricordo pi\u00f9 com\u2019era, era di sera, di notte praticamente, forse forse proprio quel giorno di Mussolini, stavamo rientrando, facevamo via San Paolo\u2026dove c\u2019era la casa del fascio che era intitolata a Amos Maramotti, era un toscano fascista che \u00e8 stato ammazzato nel 20 o nel 21 quando ci sono stati degli scontri tra i fascisti e i Rossi o gli scioperanti o qualcosa di simile. Si camminava, naturalmente in testa c\u2019erano i gonfaloni, le bandiere, questi qua belli\u2026 a un certo punto notiamo un certo movimento, una certa agitazione in testa alla colonna corre voce (che) han preso uno, han fermato uno perch\u00e9 quando \u00e8 passata la bandiera non ha salutato\u2026arriviamo davanti il gruppo casa fascista Amos Maramotti, ci schierano tutti; un ufficiale\u2026 un signore che dovrebbe corrispondere al capitano, fa un bel discorso e poi si rivolge ai moschettieri: \u201cvoi due venite sopra con me e andiamo a dare una lezione a quello l\u00ec\u201d. L\u00ec ho imparato qualche cosa, l\u2019 ho visto sul campo come si direbbe oggi cos\u2019era il fascismo<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Al termine delle elementari, oltre all\u2019ONB i ragazzi dell\u2019epoca di&nbsp; Giordano dovevano scegliere quale scuola superiore frequentare. Nello specifico le strade possibili per Giulio erano poche: il liceo classico, quello scientifico, ragioneria, l\u2019Istituto magistrale oppure la scuola di avviamento al lavoro.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Siccome era di piccola statura e poco adatto alla leva, Giulio prosegu\u00ec gli studi diplomandosi come maestro. Inoltre, visto che la sua famiglia non era in una condizione economica agiata, la sua scelta ricadde su questo indirizzo soprattutto perch\u00e9 era stato reso gratuito da Mussolini, che da giovane aveva frequentato la stessa scuola e riteneva che questa potesse dare una connotazione pi\u00f9 virile all\u2019uomo:<em>&nbsp;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cil maestro, secondo lui, dava un\u2019impronta pi\u00f9 maschile, pi\u00f9 energica, pi\u00f9 volitiva, la parola era volitiva, pi\u00f9 volitiva delle signorine. Era un rafforzamento della razza.\u201d<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Per avere una visione pi\u00f9 chiara di cosa significava andare a scuola nel Ventennio fascista e di come la societ\u00e0 e la formazione delle nuove generazioni fossero costantemente sotto controllo, Giordano nel corso dell\u2019intervista ci riporta due chiari esempi:&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-video\"><video height=\"278\" style=\"aspect-ratio: 222 \/ 278;\" width=\"222\" controls src=\"https:\/\/percorsipinerolo.it\/youthplus\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Screen_Recording_20240504_230842_Drive_1.mp4\"><\/video><\/figure>\n\n\n\n<p><em>\u201cAlle scuole elementari, sar\u00e0 stata terza o quarta, nel 1935 c\u2019era stato un plebiscito la domenica; il luned\u00ec o il marted\u00ec andiamo a scuola e la maestra ci chiede se i nostri genitori erano andati a votare e si era alzata un ragazzina, Caterina si chiamava, che abitava in montagna e dice che suo pap\u00e0 non era andato. Si sono presi un cicchetto lei e suo padre. Usciamo io e Franco Pasquet, un partigiano e scrittore di poesie, e ci diciamo che neanche i nostri padri erano andati, ma siamo stati belli zitti perch\u00e9 sapevamo come sarebbe andata. A casa mia si diceva: non devi mai dire fuori quello che si dice dentro. Quindi questa qua si \u00e8 presa una lavata di capo: questo era l\u2019ambiente scolastico. Quindi dovete capire che la vita era totalmente diversa, che la societ\u00e0 di allora era totalmente diversa dalla vostra, proprio sono due mondi diversi. Io non dico quale sia migliore o peggiore perch\u00e9 non lo so, su certi lati \u00e8 migliore una, su altri \u00e8 migliore l\u2019altra, per\u00f2 \u00e8 un tipo diverso di adeguazione di vivere quello che avevamo noi.\u201d<\/em><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-video\"><video height=\"572\" style=\"aspect-ratio: 458 \/ 572;\" width=\"458\" controls src=\"https:\/\/percorsipinerolo.it\/youthplus\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Screen_Recording_20240504_234416_Drive_1.mp4\"><\/video><\/figure>\n\n\n\n<p><em>\u201cNon so pi\u00f9 bene, non so pi\u00f9 come, era lezione di francese, salta fuori la parola \u201cgr\u00e8ve\u201d, che cosa vuol dire? sciopero, gr\u00e8ve \u00e8 lo sciopero. L&#8217;insegnante dice qualche d\u2019uno sa cosa vuol dire? Combinazione lo sapevo e dico vuol dire sciopero. Allora l\u00ec \u00e8 scattato l\u2019indottrinamento. Vuol dire sciopero ma ricordatevi che \u00e8 una parola che voi non dovete mai pronunciare, una cosa che non dovete sapere, una cosa che non dovete mai fare.\u201d<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Nonostante questi esempi, Giulio ci tiene a precisare che non tutti i professori seguivano fermamente il programma fascista, anzi, alcuni si smarcavano dalla linea di pensiero del partito, arrivando anche ad adottare libri di testo vietati dalla censura:<\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cIn compenso avevamo l\u2019insegnante di lettere\u2026 insegnava storia della letteratura italiana su un libro proibito, storia della letteratura italiana era un testo fondamentale \u2026 ebreo, quindi non si poteva insegnare sui libri di testo ebrei\u2026 \u201d<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>In questo contesto fortemente oppressivo, anche l&#8217;abbigliamento era definito da precise norme che regolavano il modo di vestirsi in base alla sezione frequentata, imposte gi\u00e0 ai giovani negli anni dell\u2019ONB e poi del GIL:&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cA 14 anni entravi come avanguardista, la divisa si cambiava. La divisa da balilla era pantaloncini corti grigio-verdi, camicia nera e il fez (cappello). Le ragazze avevano credo la gonna nera e un giubbottino e fino ai 14 anni eri avanguardista. La divisa da militare era proprio una divisa grigio-verde. A 18 anni entravi a pieno ritmo nella giovent\u00f9 fascista e avevi tutti i sabati il corso premilitare dove ti insegnavano attenti e riposo.\u201d<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nato a Torre Pellice il 15 agosto 1925 in una famiglia antifascista, suo padre \u00e8 sempre stato contrario agli ideali fascisti e non ader\u00ec mai al partito: &nbsp;\u201cmio padre ha sempre avuto la buona idea di non prendere mai la cimice, \u00e8 uno dei pochi di Torre Pellice, saranno 10 -12 dico massimo, che non [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"_kadence_starter_templates_imported_post":false,"footnotes":""},"class_list":["post-358","page","type-page","status-publish","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/percorsipinerolo.it\/youthplus\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/358","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/percorsipinerolo.it\/youthplus\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/percorsipinerolo.it\/youthplus\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/percorsipinerolo.it\/youthplus\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/percorsipinerolo.it\/youthplus\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=358"}],"version-history":[{"count":23,"href":"https:\/\/percorsipinerolo.it\/youthplus\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/358\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2056,"href":"https:\/\/percorsipinerolo.it\/youthplus\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/358\/revisions\/2056"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/percorsipinerolo.it\/youthplus\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=358"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}